A Firenze arriva primo ospedale di comunità

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La struttura di Camerata sarà utilizzata per degenze a bassa intensità  di cura e a rapido turn over

E’ stato inaugurato ieri il primo ospedale di comunità di Camerata. Si tratta di un nuovo reparto di degenza da 12 posti letto di cure intermedie. Il taglio del nastro martedì 11 gennaio in via della Piazzuola a Firenze,  alla presenza delle autorità regionali e non.

Progettato e realizzato nel periodo Covid, in concomitanza con l’esigenza manifestatasi all’inizio del 2022 al fine di fronteggiare la rapida diffusione della quarta ondata del virus, l’intervento che ha riguardato l’intero secondo piano del presidio per circa 700 mq ed ha richiesto un impegno economico di circa 300.000 euro, ha permesso la realizzazione di un reparto di degenza in tempi record, meno di tre mesi, grazie anche a procedure di urgenza attivate dal dipartimento Area Tecnica in accordo con le indicazioni fornite dalla Direzione sanitaria aziendale.

Fortunatamente non utilizzata per l’emergenza Covid, oggi la struttura viene inaugurata come reparto no Covid, per degenze a bassa intensità di cura e a rapido turn over (degenza media 12 giorni), con caratteristiche quindi che la rendono a tutti gli effetti un ospedale di comunità. L’attività di ricoverò è già partita oggi con i primi pazienti.

Hanno fatto visita ai locali di Camerata il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani insieme all’assessore regionale alla Sanità, Simone Bezzini, al direttore generale della Asl Toscana centro, Paolo Morello Marchese e al direttore sanitario, Emanuele Gori, l’assessore fiorentino al Welfare, Sara Funaro e il sindaco di Fiesole, Anna Ravoni. Presente anche l’ingegnere Luca Meucci in qualità di direttore manutenzione e gestione investimenti area Firenze della Asl Toscana centro che ha coordinato i lavori strutturali. Per la Asl hanno partecipato all’inaugurazione anche la responsabile del presidio di Camerata, Daniela Mazzotta, il direttore del dipartimento specialistiche mediche, Giancarlo Landini, il direttore della geriatria di Firenze e Empoli, Enrico Benvenuti, il direttore dipartimento del Servizio Sociale, Rossella Boldrini mentre per la rete territoriale erano presenti il coordinatore sanitario servizi territoriali zona Firenze, Lorenzo Baggiani insieme al direttore del dipartimento Medicina generale, Elisabetta Alti e al direttore della Società della Salute Firenze, Marco Nerattini.

“L’arrivo di case di comunità, ospedali di comunità e centrali operative territoriali – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – cambierà pelle alla sanità toscana, che si farà ancora più digitale e vicina ai cittadini. L’obiettivo è infatti potenziare le cure domiciliari e la presa in carico sul territorio, a partire da soggetti fragili come pazienti cronici, fragili ed anziani. Quello che è stato realizzato nel presidio sanitario di Camerata è un esempio della sanità dei prossimi anni”.

“Oggi siamo difronte alla costruzione di un tassello di quello che dovrebbe essere il nuovo modello di assistenza territoriale del futuro – ha dichiarato l’assessore Bezzini – Questa struttura è una delle realtà più integrate e strutturate che si svilupperanno nei prossimi anni nella nostra regione”.

L’ospedale di comunità di Camerata è l’anello di congiunzione con un modello di continuità ospedale territorio che offre una degenza intermedia tra ricovero acuti e fase post acuta. “Questi posti letto aperti a Camerata sono una ricchezza per il nostro territorio – ha detto l’assessore a Welfare e presidente della Società della salute di Firenze, Sara Funaro – e vanno incontro alle esigenze di anziani e persone fragili. Offrono una risposta aggiuntiva ai loro bisogni di cura e salute all’insegna della continuità delle cure di livello intermedio”.

I pazienti provengono dalle dimissioni di Acot (Agenzia di continuità ospedale territorio) o dal Pronto Soccorso, dopo essere stati presi in carico dal geriatra dei Girot. I Gruppi Intervento Rapido Ospedale Territorio, vere e proprie squadre mobili di pronto intervento nate in epoca Covid e diventate nella Toscana centro un modello di riferimento organizzativo della nuova assistenza territoriale post pandemia, operano anche a domicilio e nelle Rsa. Qui i pazienti, soprattutto anziani malati cronici e fragili, vengono presi in carico dai Girot attraverso visite territoriali e anche telemedicina. Prima, cioè, che le loro necessità assistenziali si tramutino in ricoveri o accessi al pronto soccorso, spesso inappropriati.

“Sono felice perché oggi abbiamo raggiunto un doppio risultato – commenta il sindaco del Comune di Fiesole, Anna Ravoni – Da una parte inauguriamo un luogo che era storicamente l’ospedale di Fiesole e che torna ad essere l’ospedale a servizio di Firenze, Fiesole e di tutta l’area metropolitana fiorentina. Dall’altra lo facciamo senza perdere nessun servizio che era già all’interno di questa struttura. Penso, per esempio, al Centro Fior di Prugna la cui attività è proseguita con una nuova collocazione o agli spazi per le assistenti sociali e al segretariato sociale che sono rimasti nel presidio. Servizi che insieme ad altre specialistiche attive a Camerata, sono a disposizione di Fiesole e della zona fiorentina. Se siamo riusciti a salvaguardare tutto questo è stato possibile grazie al dialogo e all’ottimo rapporto con la direzione Asl, con il presidente Giani e con l’assessore Bezzini”.

“L’apertura dell’ospedale di Camerata con un reparto di cure intermedie – afferma Giancarlo Landini, Direttore del dipartimento delle Specialistiche Mediche della Usl Toscana Centro – è un punto di svolta significativo nel rafforzamento delle attività sanitarie territoriali. La gestione è multidisciplinare interessando la Geriatria e la Medicina Interna con un grande apporto interprofessionale di infermieri e fisioterapisti. Camerata è anche la sede dei medici del Girot e quindi della base di partenza delle equipe che effettuano una terapia domiciliare ad alta intensità del paziente anziano. L’Ospedale di Camerata – conclude Landini- si pone come naturale riferimento proprio per quei pazienti di area fiorentina che abbisognano di una assistenza a livello intermedio e di riattivazione motoria. Importante per il prossimo futuro sarà la maggiore integrazione con i Medici di Medicina Generale e gli Specialisti delle Case di Comunità”.

Per rendere la degenza funzionale e integrata con il resto della struttura – al primo piano è attivo il presidio socio sanitario territoriale di Camerata – si è dato corso ad un’accurata riorganizzazione degli spazi e dei percorsi. Nei corridoi sono stati demoliti i controsoffitti per consentire il passaggio degli impianti e la realizzazione di tramezzature per creare percorsi separati tra pazienti e personale; sono stati rifatti alcuni servizi igienici con l‘eliminazione delle barriere architettoniche; le camere di degenza – sei stanze a due posti letto – sono state adeguate rispetto alla sicurezza e al rischio elettrico e dotate di un nuovo impianto di chiamata infermieristica. L’impianto di gas medicali è stato riqualificato mediante una nuova rete di distribuzione di piano e l’inserimento di nuove travi testa letto; la centrale ossigeno è stata totalmente rinnovata con l’inserimento delle tre fonti di alimentazione per la fornitura di ossigeno mediante pacchi bombola. E’ stato adeguato anche l’impianto idrico-sanitario e realizzata la manutenzione agli impianti esterni con rifacimento parziale delle colonne montanti e delle dorsali di adduzione dell’acqua.

Tutte le stanze sono corredate di nuovi arredi, poltrone relax, armadi e tavolini da pranzo. E’ attivo il servizio di portierato h/24. Sono assegnati al servizio 16 operatori