Trattamento del dolore e cura dell’osteoporosi in Day Service: al Serristori più di 2000 all’anno

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Fra le altre attività c’è anche la presa in carico dei pazienti che necessitano di indagini e terapie mediche per l’osteoporosi

Più di 2000 prestazioni l’anno fra visite, controlli, fast track. Sono i numeri del Day Service dell’ospedale Serristori che conferma il suo ruolo di punto di snodo essenziale nella presa in carico rispetto ai Pronto Soccorso aziendali, alle aree mediche di reparto e anche alla medicina generale. Il Day Service è una modalità assistenziale per problemi complessi per i quali non è appropriato ricoverare il paziente. In quello dell’ospedale Serristori, tra le prestazioni effettuate ci sono i rinnovi dei piani terapeutici, le infusioni di farmaci, le medicazioni e i bendaggi, toracentesi, paracentesi, ECG, ecocolordoppler. Molte prestazioni vengono effettuate in modalità ecoguidata da personale esperto.

Oltre mille sono le visite, più di 300 prestazioni l’anno sono di presa in carico diretta di pazienti che vengono inviati dal curante o dai Pronto Soccorso, circa 200 pazienti sono inviati dai reparti di area medica. Fra le prestazioni, più di 350 infusioni di farmaci sono eseguite in equipe con un gruppo di infermieri esperti. Fra le altre attività, il Day Service dell’ospedale Serristori prende in carico anche pazienti che necessitano di indagini e terapie mediche per l’osteoporosi. Nel corso della vita, infatti, circa il 40% della popolazione incorre in una frattura del femore, di vertebra o di polso, nella maggioranza dei casi dopo i 65 anni. Il trattamento del dolore e la cura a supporto dell’osteoporosi sono gli obiettivi principali.

L’osteoporosi interessa più di 75 milioni di persone fra Usa, Europa e Giappone. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte richiamato l’attenzione sull’osteoporosi e sulle fratture dovute alla condizione. L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico, caratterizzata da una bassa densità minerale e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità ossea legato prevalentemente all’invecchiamento. Questa situazione porta ad un aumentato rischio di frattura (in particolare di vertebre, femore, polso, omero, caviglia) per traumi anche minimi. L’osteoporosi causa quindi le tipiche “fratture da fragilità” dell’anziano, una delle principali cause di invalidità permanente e di dolore cronico della terza età. Inoltre è stato dimostrato che la presenza di fratture da fragilità riduce anche l’aspettativa di vita del paziente affetto. Per quanto riguarda i fattori di rischio che si possono modificare, è noto che un’alimentazione non equilibrata e povera di calcio, spesso associata ad uno stile di vita sedentario, alterano il normale processo di rimodellamento osseo favorendo il progressivo impoverimento dello scheletro. Altri comportamenti, come il tabagismo, il consumo rischioso e dannoso di alcol e l’abuso di caffeina contribuiscono ad aumentare il rischio di malattia. Per quanto riguarda l’alimentazione, sia il sovrappeso e l’obesità che l’eccessiva magrezza o la presenza di disturbi del comportamento alimentare, quali l’anoressia o la bulimia, sono strettamente correlati con un elevato rischio di osteoporosi.

È Importante, quindi, una diagnosi precoce dell’osteoporosi e una terapia mirata in caso di frattura per ridurne le conseguenze invalidanti a lungo termine e la mortalità.