Alla Rsa Turati Gavinana una giornata di formazione per gli infermieri sulle lesioni cutanee

0
363

Biagini: «Gli infermieri hanno molte responsabilità. Bisogna trovare lo spazio per mettere in campo le nostre competenze»

«Il ruolo dell’infermiere nell’approccio alle lesioni cutanee, valutazione e trattamento». È partito da questo tema il corso di formazione organizzato da Opi Firenze-Pistoia lunedì pomeriggio alla Rsa Fondazione Turati Gavinana, che per l’occasione ha aperto le porte della residenza sanitaria. Un appuntamento a cui hanno partecipato numerosi tra infermieri e Oss. Varia anche la docenza dall’infermiere di medicina a quello di terapia intensiva fino all’infermiere del territorio. La giornata di lavoro si è poi conclusa con un appello ad altre residenze sanitarie affinché si possano organizzare ulteriori corsi di formazione.

L’evento alla Rsa Turati è nato per caso, o meglio dire davanti a una tazza di caffè, come ha fatto sapere Chiara Biagini, infermiera che lavora in terapia intensiva all’ospedale San Jacopo di Pistoia.

«Quando Sara Marcanti, responsabile degli infermieri alla Turati, in una semplice chiacchierata mi propose la giornata di formazione dissi subito di sì – ha spiegato Biagini – . Così si è formato subito un gruppo di lavoro insieme a Sandra Pisaneschi, consigliera dell’Opi Firenze-Pistoia nonché infermiera in pensione di terapia intensiva al San Jacopo».

Come si è articolata la giornata?

«Mi preme intanto ringraziare la dirigenza e tutta la Rsa Turati per l’ospitalità, perché il corso è stato davvero un successo. È stato l’occasione per approfondire un tema molto importante e delicato come quello delle lesioni cutanee da pressione. Abbiamo esposto le varie linee guida indicate dalla Regione, che vengono messe in atto nelle diverse aziende sanitarie, oltre ad aver fornito delle indicazioni sui trattamenti sempre seguendo le indicazioni regionali».

È emerso qualche caso particolare?

«Dagli operatori presenti sono stati riportati due casi clinici registrati proprio nella Rsa. Pazienti che hanno avuto lesioni complesse: uno è in fase di guarigione e l’altro è guarito del tutto. Entrambi riportavano ferite molto gravi risolte grazie alla collaborazione fra gli infermieri dedicati alle lesioni difficili e all’infermiere di famiglia».

Secondo la casista sono molte le cause legali contro gli infermieri circa appunto le lesioni cutanee.

«Esatto. Questa occasione è stata importante anche per far capire e ricordarci bene che l’infermiere è responsabile delle lesioni da pressione. Abbiamo la responsabilità di rilevare, curare e valutare i risultati di trattamento».

Qual è il ruolo dell’infermiere delle Rsa in generale?

«È un ruolo complicato perché si trova spesso a dover gestire personale di supporto (Oss) e a volte si trova di fronte casi complicati sia dal punto di vista sanitario che sociale. Insomma, quella dell’infermiere è una figura da valorizzare sempre di più».

Crede che oggi sia abbastanza valorizzata?

«Quello che dico sempre è che tutti hanno dentro di sé una competenza. Spesso non la mostriamo. I nostri professionisti spesso non si mettono in campo e non mostrano quanto dovrebbero le competenze che hanno. Siamo una professione intellettuale in pieno sviluppo ed evoluzione: dobbiamo trovare il modo e lo spazio per valorizzare le nostre competenze».