Concorsi pubblici, scatta il nuovo regolamento per l’assunzione nelle Pa

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Regole più snelle e “razionali” per l’accesso alla Pa nel Dpr approvato in via preliminare

Digitalizzazione, semplificazione, parità d’accesso ed equilibrio di genere. Sono queste le parole chiave che segnano, dopo più di 28 anni, le nuove regole per l’accesso agli impieghi e le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici. L’obbiettivo, come si legge nel comunicato stampa del Governo è quello di superare le situazioni di svantaggio e garantire la massima partecipazione ai concorsi e la piena trasparenza ed efficienza nelle procedure. Regole più snelle e “razionali” per l’accesso alla Pa dunque, sono quelle contenute nel Dpr approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei ministri nella seduta dello scorso 5 ottobre.

Le novità del Dpr: la digitalizzazione delle procedure

In primo luogo il Dpr punta alla digitalizzazione delle procedure in tutte le fasi di concorso, eliminando per sempre “carta e penna”: accesso alla procedura, svolgimento delle prove, nomina delle commissioni, pubblicazione delle comunicazioni, svolgimento dei concorsi unici, assunzione in servizio. Diventa obbligatoria la pubblicazione dei bandi sul portale InPA diventa obbligatoria e sarà estesa anche a Regioni ed enti locali. Dall’anno prossimo non sarà più obbligatorio pubblicare i bandi in Gazzetta Ufficiale.

In arrivo misure per la tutela della parità di genere

Viene poi aggiornata e semplificata la disciplina in materia di accesso agli impieghi delle pubbliche amministrazioni, adeguandola alle riforme introdotte nel pubblico impiego e a quelle di efficientamento, digitalizzazione, velocizzazione e razionalizzazione nello svolgimento delle procedure concorsuali. In arrivo anche misure a tutela della parità di genere e dei soggetti in situazioni di svantaggio. L’obbiettivo è la rimozione degli ostacoli alla partecipazione ai concorsi per le donne in gravidanza o allattamento e per coloro che si trovino in situazioni di svantaggio (Dsa), in termini coerenti con le linee guida sulla parità di genere in corso di adozione da parte del Dipartimento della funzione pubblica e del Dipartimento per le pari opportunità.

Rimodulazione dei meccanismi di riserva e dei titoli di preferenza

Tra i punti anche la rimodulazione dei meccanismi di riserva e dei titoli di preferenza rispetto al nuovo contesto e alla salvaguardia della parità di genere. Valorizzata l’appartenenza al genere meno rappresentato nell’amministrazione in relazione alla qualifica per la quale il candidato ha partecipato, a parità, ovviamente di titoli e merito e a determinate condizioni. Infine, l’abrogazione delle norme obsolete o incompatibili con la riforma del reclutamento.