Dalla medicina immaginata a quella visualizzata: Gianfranco Giannasi e i suoi due testi

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Gianfranco Giannasi riceve dal Generale di Divisione, Pietro Tornabene, la targa con lo stemma Crest dell'Istituto Geografico Militare
Gianfranco Giannasi riceve dal Generale di Divisione, Pietro Tornabene, la targa con lo stemma Crest dell'Istituto Geografico Militare

L’autore e medico illustra la nuova metodologia

Una nuova metodologia per far sì che si passi da una medicina immaginata a una medicina visualizzata. A trattare questo tema nei suoi due libri è Gianfranco Giannasi, direttore di area emergenza e urgenza della Asl Toscana centro nonché del Pronto Soccorso del San Giovanni di Dio. La presentazione si è tenuta nei giorni scorsi nella Sala Conferenza dell’Istituto Geografico Militare di Firenze.

Nel passaggio alla medicina visualizzata, come spiega Giannasi, è necessario raccogliere i dati anamnestici del paziente che si presenta all’interno della struttura ospedaliera o dell’ambulatorio del medico, visitare il paziente e tramite la semeiotica clinica andare a ricercare quali sono quei segni e quei sintomi che possono essere determinanti per la diagnosi clinica (segno clinico). Una volta evidenziato il segno clinico tramite l’utilizzo dell’ecografia focalizzata (Goal directed), il segno clinico diviene un segno ecografico. Per esempio: da un paziente che si rivolge all’ambulatorio medico per tosse, dolore pleurico e febbre, una volta visitato, può emergere la presenza di rumori aggiunti inspiratori all’ascoltazione del torace. Questo reperto rappresenta il segno clinico. Appoggiando sul torace la sonda ecografica, quel reperto diviene segno ecografico ed è visibile al medico la consolidazione polmonare tipica della polmonite.

«Questo è possibile – precisa Giannasi – sia nella patologia in campo polmonare che nelle patologie di altri distretti o apparati. Questa nuova metodologia è quella portata avanti da illustri medici nazionali e internazionali».