Allarme nei pronto soccorso: manca il personale infermieristico

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Opi Firenze Pistoia chiede alla Regione e all’Azienda di rimodulare l’organico

Criticità nei pronto soccorso toscani per la carenza di personale infermieristico tanto che, come riportato dalla stampa locale, in alcuni casi sono le guardie giurate a dare una mano al momento dell’accoglienza dei pazienti nei Dea. È un tema di massima urgenza quello su cui punta i riflettori l’Ordine delle Professioni Infermieristiche Interprovinciali Firenze Pistoia che ha lanciato l’allarme attraverso una lettera indirizzata al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’assessore alla sanità Simone Bezzini al direttore generale della Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese e al direttore del dipartimento delle professioni infermieristiche e ostetriche, Paolo Zoppi. La richiesta: rimodulare l’organico in base ai flussi, per garantire assistenza di qualità ai cittadini.

«Dopo la pubblicazione sulla stampa locale di alcuni articoli di denuncia delle carenze organiche dei pronto soccorso aziendali esprimiamo preoccupazione per quanto riportato – spiega David Nucci, presidente di Opi Firenze Pistoia -. Dal punto di vista ordinistico ci preme sottolineare che per garantire la sicurezza degli utenti, il personale deve essere messo nelle condizioni psicofisiche e di recupero idonee al fine di limitare il rischio di errori. Le dotazioni organiche devono essere rimodulate in base ai flussi al fine di garantire standard assistenziali di qualità. Il perdurare nel tempo di questa situazione espone il personale a stress lavoro-correlato con ricadute psicologiche caratteristiche del lavoro stressante, mettendo in serio pericolo il personale infermieristico già lungamente provato dalla pandemia». Una situazione aggravata dal numero di contagi tra i professionisti sanitari e dal periodo di ferie estive.

 

«Inoltre, visto l’aumentare dei flussi, anche in conseguenza al gran caldo di questa estate, nel percorso di accoglienza ai Dea è stata denunciata dalla stampa una situazione inappropriata – prosegue Nucci -. Per esempio, si legge che per tamponare questa emergenza sta crescendo di giorno in giorno il coinvolgimento delle guardie giurate e sempre la stampa riporta che questo genera un certo sconcerto nell’utenza e negli accompagnatori che in molti casi non ritengono opportuno avere di fronte personale non qualificato per quel compito. Pur comprendendo la necessità di facilitare i flussi di accoglienza resta indubbia la necessità di potenziare il personale di Triage, l’unico realmente deputato a gestire i flussi di pronto soccorso. Le ricadute in termini qualitativi sull’utenza possono essere molteplici: aumento dei tempi di attesa, sosta in Dea per carenza posti letto, attese sul mezzo di soccorso. Per questo chiediamo alla Regione e all’azienda di correre ai ripari e mettere in campo tutte le strategie sia organizzative che occupazionali per limitare al massimo tali criticità».