In Toscana il 61% è vaccinato con due dosi e nel 2022 toccherà agli under 12

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Paolo Bonanni, professore ordinario di Igiene dell’Università di Firenze
Paolo Bonanni, professore ordinario di Igiene dell’Università di Firenze

A dirlo Paolo Bonanni, professore ordinario di Igiene dell’Università di Firenze

A che punto è la campagna vaccinale in Toscana? Ne abbiamo parlato con Paolo Bonanni, professore ordinario di Igiene dell’Università di Firenze, direttore del dipartimento di Scienze della Salute (DSS) e membro dell’Unità di Crisi Covid-19.

In Toscana come sta andando?

«Siamo intorno a quota 74% dei vaccinati con la prima dose e 61% dei vaccinati con due dosi. È un dato direi buono. Abbiamo invece un problema con la media di vaccinazione under 20: occorre pensare a più iniziative per far crescere l’adesione fra i più giovani».

Quali sono i prossimi passi e obbiettivi?

«Entro fine settembre puntiamo a raggiungere l’80% delle persone da immunizzare, da 12 anni in su. I ragazzi non devono pensare di vaccinarsi per avere il green pass o per proteggere i nonni, ma innanzitutto lo devono fare per se stessi perché anche loro rischiano di ammalarsi gravemente»

Cosa ci può dire della terza dose?

«Al momento non è un’emergenza. La priorità è vaccinare con due dosi chi non le ha ancora ricevute. Bisogna aver dato la protezione a tutti prima di pensare ai richiami. Chi ha già fatto due dosi di vaccino è protetto al 90% nei confronti della malattia grave e al 75% dal rischio di contrarre il virus».

Ha senso secondo lei prima di vaccinarsi fare un test sierologico al fine di valutare la quantità di anticorpi?

«Scoraggio questa idea in tutti i modi. Un conto è usare questo sistema per approfondire casi-studio un conto invece è farlo per evitare la seconda dose. Occorre sempre in ogni caso consolidare la propria immunità. In periodo di emergenza sanitaria si deve fare una vaccinazione di massa e solo dopo si potranno fare gli aggiustamenti del caso».

Da cosa dipende secondo lei la sfiducia dei sanitari no vax?

«Ci sono tutte le ragioni per avere fiducia nei vaccini, non si può vedere tutto come complotto, sennò non se ne esce. Le posizioni anti-scientifiche di queste persone influiscono sul rafforzare l’esitazione di chi non è convinto.  Detto questo, penso che le persone dubbiose non vadano mai demonizzate, piuttosto indirizzate alla giusta scelta».

Come andrebbe gestito questo fenomeno al meglio?

«Dovremmo diventare più narratori. Bisogna divulgare storie di persone che si sono salvate con dati alla mano: una storia reale e ben raccontata ha il potere di lasciare il segno più di un dato scientifico freddo comunicato nel modo migliore».

I vaccini sono controllati come i farmaci?

«Per fare un lotto di vaccino ci vogliono mesi e il 70% del tempo è dato dal controllo qualità. Dietro i vaccini c’è una vigilanza ancora più severa che per i farmaci terapeutici, pur avendo i vaccini meno effetti collaterali. Farsi un vaccino è più sicuro che assumere un farmaco, compreso il vaccino anti Covid-19»

Per gli under 12 si sta lavorando a una soluzione vaccinale e in quali tempi?

«Si sta andando in quella direzione ma ci vorrà ancora qualche mese per raggiungere questo risultato. Sicuramente già dall’inizio del prossimo anno assisteremo a un abbassamento progressivo dell’età in cui si potrà somministrare il vaccino».

Alessandra Ricco

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