Nobel per la pace 2021: «Bel segnale per gli infermieri, ma il riconoscimento serve ogni giorno»

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Così Danilo Massai presidente di Opi Firenze-Pistoia sulla candidatura degli infermieri al premio

«La candidatura al Nobel è un riconoscimento importante ma bisognerebbe che ci fosse attenzione per la nostra professione ogni giorno: i giovani vanno via e lo stipendio dell’infermiere italiano è ancora l’ultimo d’Europa». Così Danilo Massai, presidente di Opi Firenze-Pistoia commenta la notizia della candidatura del personale sanitario italiano al premio Nobel per la pace 2021. La proposta è stata avanzata dalla Fondazione Gorbachev  e sottoscritta da Lisa Clark, statunitense che vive in Toscana, già Nobel per la Pace nel 2017 per il suo impegno per il disarmo atomico. Proprio Lisa Clark ha prestato attività di assistenza volontaria durante l’epidemia.

«Il personale sanitario italiano – si legge nella motivazione della Fondazione Gorbachev – è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, nella quale ha ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra combattendo in trincea per salvare vite e spesso perdendo la loro».

«Da marzo 2020 a oggi la nostra categoria non ha mai smesso di essere sotto stress – prosegue il presidente dell’Ordine interprovinciale delle Professioni Infermieristiche Firenze-Pistoia -. C’è ancora bisogno di comprendere che l’infermiere è una figura essenziale e di definire standard lavorativi che ne valorizzino la professione. Per dare un’idea, in Italia lo stipendio medio dell’infermiere è 1.450 euro a differenza degli altri Paesi europei dove si attesta sui 2.200-2.300 euro. Differenze che vanno colmate se non si vuole continuare ad avere carenza di infermieri».

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