Meyer, terapia genica per neonato affetto da Sma. È la prima volta

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La malattia è stata diagnosticata grazie allo Screening neonatale, attivo come progetto pilota solo in Toscana e Lazio

Al Meyer, per la prima volta, è stata usata la terapia genica su un neonato affetto da atrofia muscolare spinale di tipo 1 (SMA1). Il bimbo adesso è a casa e sta bene. Sarà seguito nel tempo, ma la potenziale efficacia della terapia genica nel suo caso è molto alta perché somministrata a poco più di un mese di vita e in una fase precocissima di malattia. La malattia è stata infatti diagnosticata grazie allo Screening neonatale, attivo come progetto pilota solo in Toscana e Lazio. Questo ha fatto sì che il codice genetico del piccolo fosse “riparato” a pochi giorni dalla sua nascita, quando erano presenti solo sfumati segni della malattia, prima che questa avesse modo di manifestarsi e progredire.

Come funziona la terapia genica

La terapia genica usa frammenti di Dna per curare patologie nella maggior parte rare e senza alternative terapeutiche efficaci per bloccare la progressione della malattia.  Nel caso della SMA1, si utilizza come “cavallo di troia” un adenovirus, che arriva al Dna e vi inserisce la copia corretta del gene Smn1 “difettoso” o mancante. In questo modo l’organismo riesce a sintetizzare la proteina Smn a salvaguardia dei motoneuroni. Fondamentale il fattore tempo: la SMA causa un danno progressivo e irreversibile ai motoneuroni, perciò l’efficacia della terapia genica è tanto maggiore quanto più rapidamente si interviene, prima che il carico di malattia si estenda.

Il farmaco utilizzato

L’Aifa, il 17 novembre 2020, ha inserito Zolgensma (onasemnogene abeparvovec) tra i farmaci a totale carico del SSN per i bambini entro i 6 mesi di vita con diagnosi clinica di SMA1 e in presintomatici con diagnosi genetica (assenza SMN1 e 2 copie SMN2).  È di due giorni fa l’approvazione AIFA con estensione dell’accessibilità alla terapia ai piccoli di peso entro i 13.5 kg. Questo farmaco viene iniettato per via endovenosa con una sola infusione nella vita di durata di circa 1 ora. La terapia genica rappresenta una rivoluzione per questa malattia. Insieme alla diagnosi precoce mediante screening neonatale, consentirà di cambiare la storia della malattia che oggi è considerata la prima causa di morte per malattia genetica in età pediatrica.

Il lavoro del Meyer

L’iter per autorizzare e rendere disponibile in tempi rapidi il farmaco per questo bambino è stato molto complesso e ha visto un lavoro di squadra tra Meyer e Regione Toscana. Senza dimenticare il lavoro di squadra interno al Meyer: il caso, insieme al team di Malattie metaboliche e muscolari guidato dalla dottoressa Maria Alice Donati, è stato seguito dalla Farmacia ospedaliera, dal personale medico e infermieristico della Terapia intensiva neonatale, dalla neuroanestesia pediatrica, dalla neurofisiologia clinica oltre che dai fisioterapisti.

La SMA: in Toscana colpisce 1 bambino su 4 mila

La SMA è una patologia neuromuscolare rara ereditaria: secondo la letteratura colpisce 1 bambino su 6-10mila. In Toscana su 20.000 neonati sottoposti a screening il dato è di circa 1 su 4 mila nati. È causata da un gene difettoso che impedisce la sintesi della proteina SMN, che invece serve alla sopravvivenza e al funzionamento dei motoneuroni, le cellule che inviano impulsi dal sistema nervoso ai muscoli. Nella SMA tipo 1 i segni clinici compaiono nei primi 6 mesi di vita: i piccoli che ne sono affetti vanno incontro a difficoltà motorie, di deglutizione e di respirazione con disabilità molto gravi e, senza una terapia specifica e precoce, a morte prima dei 2 anni di vita.

L’importanza dello screening neonatale

Lo screening neonatale pilota per SMA è stato avviato in Regione Lazio e Toscana con la collaborazione tra Università Cattolica-Policlinico Gemelli e Meyer. L’avvio in Toscana dal 16.3.2020, in piena emergenza Covid, ha visto la piena collaborazione di tutta la Rete Neonatologica toscana. Lo screening neonatale SMA non necessita di prelievi di sangue aggiuntivi rispetto allo screening di legge e viene eseguito in tutti i neonati i cui genitori, previa informazione, ne hanno dato il consenso informato. Obiettivo dello screening neonatale è una diagnosi precoce, possibilmente presintomatica, per poter avviare un percorso terapeutico specifico e precoce.

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