A un’infermiera il ruolo di massima autorità sanitaria degli USA

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Susan Orsega nominata Surgeon General dall’amministrazione Biden 

Un’infermiera come massima autorità sanitaria di un Paese. Anzi, di 50 Stati. È la contrammiraglia Susan Orsega, nominata dall’amministrazione del neo presidente Joe Biden Surgeon General, massima Autorità Sanitaria degli USA. Il Surgeon General degli Stati Uniti, è infatti il capo esecutivo dello United States Public Health Service Commissioned Corps e il portavoce delle questioni di salute pubblica all’interno del Governo federale. Oltre a fornire informazioni d’interesse nazionale, è responsabile della direzione di tutte le funzioni riguardanti il ​​personale, l’amministrazione, le operazioni, la preparazione, la distribuzione e la politica per oltre 6.500 professionisti della sanità pubblica in divisa dell’USPHS.

Susan Ortega: dalla specializzazione in malattie infettive al coordinamento di team sanitari

Laureata come infermiera alla Towson University, nel 1990, Susan Ortega si è specializzata negli anni successivi come esperta in malattie infettive e patologie allergiche. Laureata magistrale all’università militare USU Graduate School of Nursing Nurse Practitioner, partecipa a numerosi progetti come quello sull’epidemia di HIV/AIDS o contro il virus Ebola. Negli anni ha maturato una notevole esperienza in emergenza sanitaria pubblica, ad esempio coordinando team sanitari dopo l’11 settembre e in altre 14 esperienze simili per dislocamenti umanitari in seguito a disastri nazionali e internazionali. Oggi coordina il dispiegamento di forze su tutto il territorio degli USA per fronteggiare l’epidemia da COVID-19.

Il significato della nomina di Ortega per la categoria degli infermieri

La nomina di Susan Orsega rappresenta sicuramente un vanto per tutta la categoria degli infermieri che ancora oggi, spesso, faticano a vedere riconosciuta la propria professionalità. E il suo traguardo deve essere di sprone per gli infermieri e per gli ordini che li rappresentano. In primo luogo a battersi per vedere riconosciuta la possibilità di accedere a una formazione che dia agli infermieri l’occasione di specializzarsi e di certificare le proprie competenze. Ma anche di avere più voce nelle scelte di politica sanitaria. E il coraggio di lavorare sulla propria immagine, a cui troppo spesso si sovrappone quella di ‘persona che si occupa delle iniezioni’. Gli infermieri devono sancire il proprio ruolo all’interno del sistema sanitario che in buona parte poggia proprio sulle loro spalle.

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