Covid, Cineca: già nel 2019 +30% polmoniti anomale

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Il dato emerso grazie all’elaborazione di un supercomputer

Il Covid circolava già un anno fa. Il dato risulta dall’elaborazione di un supercomputer europeo in grado di incrociare in pochi secondi miliardi di informazioni. Uno strumento avanzatissimo, utile per individuare strategie di risposta alla malattia, in termini di previsione e cura. «Se solo fosse stato possibile incrociare i dati a disposizione delle Regioni, probabilmente già nei mesi di settembre/ottobre 2019 avremmo potuto rilevare un incremento del 30% di polmoniti “anomale”». A dirlo è David Vannozzi, direttore generale di Cineca, consorzio interuniversitario formato da 92 enti e uno dei maggiori centri di calcolo a livello mondiale. «Questo significava far partire con cinque mesi di anticipo il contrasto al Covid e trovarci oggi in una situazione probabilmente diversa e migliore», ha spiegato Vannozzi durante il webinar “Terapia e presa in carico domiciliare del paziente affetto da Covid-19” organizzato da Motore Sanità.

Il progetto Exscalate4Covid e la possibilità di estendere il metodo di studio 

«Con il progetto Exscalate4Covid abbiamo l’opportunità di mettere a fattore comune la conoscenza sviluppata nel mondo nell’opera di contrasto alla pandemia. Questa modalità cerchiamo di portarla su altri aspetti. Quanto dicevo sui dati a disposizione delle singole Regioni ma da nessuno mai incrociati è un esempio di quello che Cineca può fare, non solo contro il Covid- 19». Exscalate4Covid, guidato da Dompé farmaceutici, aggrega 18 istituzioni e centri di ricerca in 7 Paesi europei.

Fulcro del progetto è Exscalate il sistema di supercalcolo più performante a livello globale. Grazie alla sua “biblioteca chimica” di 500 miliardi di molecole è in grado di valutare più di tre milioni di molecole al secondo. Questo ha reso possibile la simulazione del comportamento del virus Sars Cov 2 per individuare le modalità terapeutiche migliori per neutralizzarlo. Come? Testando oltre 70 miliardi di molecole su 15 “siti attivi” del virus attraverso l’elaborazione di mille miliardi di interazioni in 60 ore.

Una sfida di natura “tecnologico-giuridica”

Una tecnologia che secondo Vannozzi può essere la chiave anche per fare attività di sorveglianza e prevenzione anche su altre patologie. «Ci sono dati di natura sanitaria o riguardanti le abitudini dei cittadini che sono stati resi inaccessibili, fino all’esplosione della pandemia. Oggi che quei dati, in forma chiaramente anonimizzata, sono disponibili possiamo ricavare informazioni utilissime su prevenzione, previsioni e cura».

«Al Ministero della Salute vengono trattate circa 25 milioni di cartelle cliniche, ogni cittadino genera circa 10 trattamenti terapeutici durante l’anno – prosegue -. Questo significa disporre di 250 milioni di dati. In cinque anni sono 1 miliardo 250 milioni. Come trattarli per ricavarne un quadro esauriente in termini di spesa e di trattamento ottimale delle patologie, di prevenzione e di profilassi? A queste domande Cineca è in grado di dare le risposte grazie al supercomputer. Nel giro di un mese siamo riusciti, grazie al supercalcolo, a individuare 59 molecole potenzialmente in grado di contrastare il virus. La sfida è di natura tecnologico-giuridica».

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