«Ricorrenze come queste servono anche a porre l’accento non solo sui vostri doveri ma anche sui vostri diritti»

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Così Chiara Biagini, consigliera della Commissione d’Albo Infermiere per Opi Firenze-Pistoia, sulla Giornata nazionale dei Professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato

Il 20 febbraio si celebra la giornata nazionale dei Professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato. La ricorrenza è diventata legge lo scorso ottobre ed è stata denominata “Giornata” come momento per onorare il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio dimostrato da questi professionisti durante la pandemia nell’anno 2020. Ne abbiamo parlato con Chiara Biagini, consigliera della Commissione d’Albo Infermiere per Opi Firenze-Pistoia.

Quanto è importante una giornata nazionale come questa?

«Solo con la situazione pandemica è venuta fuori l’importanza della nostra professione per la società. Ricorrenze come questa servono a sottolineare che siamo un anello importante nel processo di cura dei pazienti ma servono anche a porre l’accento non solo sui nostri doveri ma anche sui nostri diritti».

Quanto conta instaurare anche un rapporto umano con il paziente?

«Sono infermiera in terapia intensiva all’ospedale San Jacopo di Pistoia e lo stress a cui gli infermieri sono sottoposti, in particolare in questa fase, è notevole. Vediamo evoluzioni dei casi Covid sia positive che negative. Sono momenti terribili perché i pazienti passano parecchio tempo da soli e hanno solo noi come relazione con il mondo esterno, noi che abbiamo il dovere di darci al 100%, professionalmente e umanamente».

Cosa manca ancora a questa professione?

«È importante fornire tante competenze certificate agli infermieri, programmando una formazione post laurea strutturata, di qualità e soprattutto riconosciuta. Opi Firenze-Pistoia sta lavorando sui tavoli regionali per far riconoscere questo tipo di percorso formativo, in modo che la differenza tra un infermiere esperto e uno competente corrisponda a una gratificazione non solo in termini di preparazione sul campo ma anche di riconoscimento delle competenze acquisite».

In questo campo cosa è stato fatto di positivo dall’Ordine in questi mesi?

«La sede Opi di Pistoia ha adeguato la sala formativa per svolgere videoconferenze, in modo da rendere tutti i corsi formativi più accessibili grazie alla sala multimediale. Ciò vuol dire che ci sarà più offerta formativa a distanza e in futuro, in tempi migliori, anche in presenza, visto che la sala è capace di ospitare circa 50 persone».

 

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