Vaccini, il 5 ottobre parte la campagna

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Varia quest’anno l’età degli anziani aventi diritto, da 65 a 60 anni

Un milione e 462mila dosi a fronte delle 750mila degli anni passati, con una spesa di circa 8 milioni di euro. Sono questi i numeri annunciati della campagna di vaccinazione influenzale in Toscana, la cui partenza per le prenotazioni è prevista il 5 ottobre e l’inizio dei vaccini il 6 ottobre. Non mancano però le incertezze, a partire dalla fornitura di dosi ai privati non inseriti nelle categorie a rischio che, in precedenza, sceglievano di acquistarle e farsele somministrare dal medico.

Vaccini: cosa cambia e come funziona

Prima di tutto a variare è l’età degli anziani aventi diritto al vaccino gratuito, 60 invece che 65. Insieme a loro, ad avere diritto anche i bambini (da 6 mesi a 6 anni) e gli appartenenti alle categorie a rischio per motivi di salute o professionali (medici e operatori sanitari, corpo docente e operatori della scuola, forze di polizia, servizi di pubblica utilità e soggetti a contatto con il pubblico). Secondo una ricerca della Fondazione Gimbe, in Toscana le dosi riservate ai “non a rischio” nel totale dell’acquisto fatto sono 225.661, il quarto dato più alto dopo Puglia (1.084.634), Lazio (926.291) e Sicilia (256.796).

Medici di famiglia e pediatri, oltre alle Ausl, saranno il primo fronte per la vaccinazione, riforniti per l’occasione speciale direttamente dalle farmacie di zona, grazie a un accordo ad hoc con la Regione. «Quest’anno la vaccinazione influenzale deve essere fatta in modo più vasto possibile – spiegano dalla Regione Toscana – per evitare una pericolosa confusione fra sintomi Covid e influenzali. Inoltre, è importante evitare la pressione che, ogni anno, l’influenza esercita sugli ospedali in inverno e che quest’anno potrebbe sommarsi con un’eventuale seconda ondata Covid. Per questo è stato acquistato un quantitativo di vaccino anti-influenzale senza precedenti, studiando anche un diverso sistema di rifornimento». L’acquisto eccezionale di vaccini da parte delle regioni ha fatto esaurire le scorte. Mentre prima chi non rientrava nelle categorie a rischio e voleva comunque proteggersi poteva fare richiesta al medico e acquistare in farmacia il vaccino a proprie spese, quest’anno le farmacie si aspettano di avere grosse difficoltà ad avere dosi disponibili sul libero mercato. Tutto questo, anche se per la prima volta il Ministero autorizza le regioni a somministrare il vaccino anche alle categorie non a rischio e solo in un secondo momento.

«Secondo i nostri calcoli – spiegano ancora dalla Regione Toscana – il quantitativo di dosi acquistato in Toscana basterà per tutti gli interessati, anche per i non appartenenti alle categorie a rischio che potranno averlo qualche giorno o settimana dopo l’avvio della campagna, appena smaltite le priorità».

 

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