Stato di emergenza prorogato al 15 ottobre. Le norme di interesse sanitario

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Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha prorogato lo stato di emergenza conseguente alla pandemia Covid. Con un decreto legge e una specifica delibera questo è stato esteso fino al 15 ottobre, in conseguenza del rischio sanitario “connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”. La ragione è che la curva dei contagi in Italia, pur ridotta rispetto ai mesi passati, dimostra che persiste una diffusione del virus che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti. Talvolta associati all’importazione di casi da Stati esteri.

Preoccupazione per la situazione, sia a livello internazionale che interno, era stata espressa dieci giorni fa dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile. La conclusione è stata quindi che esistono oggettive condizioni per il mantenimento delle misure contenitive e precauzionali adottate con la normativa emergenziale. Normativa che, come aveva specificato lo stesso premier Conte, costituisce il presupposto per attivare una serie di strumenti necessari per affrontare con efficacia e tempestività eventuali situazioni critiche. Una su tutte: l’attivazione del sistema della Protezione Civile.

Il decreto, inoltre, interviene prorogando i termini di alcune specifiche misure sanitarie già in vigore. Dal reclutamento dei Medici di medicina generale e pediatri alla sperimentazione di medicinali. Ma anche per la permanenza in servizio del personale sanitario e il conferimento di incarichi di lavoro autonomo. Restano potenziate le reti di assistenza territoriale e sono confermate le Usca. Attive anche le disposizioni straordinarie per la produzione di mascherine chirurgiche e Dpi, finalizzate a facilitare l’acquisizione di dispositivi di protezione e medicali.

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