Coronavirus e i principi per il monitoraggio del rischio sanitario

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Ecco cosa accadrà da qui in avanti in funzione dello sviluppo della pandemia

Un documento che spiega cosa accadrà da qui in avanti in funzione dello sviluppo della pandemia. A snocciolare i “Principi per il monitoraggio del rischio sanitario” è l’allegato 10 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, firmato dal presidente Giuseppe Conte. Il documento contiene due parti: nella prima è possibile vedere, in un interessante diagramma di flusso, lo sviluppo della pandemia suddivisa in 4 fasi (Lock-down; transizione iniziale e avanzata; mantenimento; fine della Pandemia). Nella seconda parte viene fatto un dettagliato diagramma di flusso relativo al passaggio dalla fase di lock-down alla Fase di Transizione iniziale (2A). Viene evidenziato come sia possibile, con verifiche sulla presenza di standard minimi nella qualità della sorveglianza epidemiologica nella Regione, passare alla successiva Fase avanzata (2B).

Soltanto se questi standard saranno soddisfatti è possibile passare alla Fase di Mantenimento, altrimenti ci sarà una nuova Fase di Transizione iniziale (Fase 2A). In quest’ultima ipotesi, ci sarà una rivalutazione settimanale/mensile del soddisfacimento dei criteri necessari per superare la “Fase di Transizione iniziale”.

Per passare dalla Fase di Transizione iniziale (Fase 2A) alla Fase di transizione avanzata (Fase 2B) è necessario che abbiano esito positivo la capacità di monitoraggio epidemiologico, stabilità di trasmissione, servizi sanitari non sono sovraccarichi, attività di readness, abilità nel testare tempestivamente tutti i casi sospetti, possibilità di garantire adeguate risorse per contact-tracing, isolamento e quarantena. Nel caso di esito positivo si passerà alla Fase di Transizione avanzata (Fase 2B).  Va specificato però che solo con accesso diffuso a trattamenti e/o a un vaccino sicuro ed efficace si potrà passare alla fase detta di mantenimento. Anticamera della fine dell’epidemia.

 

 

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