Gioco d’azzardo patologico: 6 milioni dalla Regione per azioni di contrasto

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Gioco d'azzardo patologico

Sei milioni da investire nella lotta al gioco d’azzardo patologico. Li prevedono due delibere approvate dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi. Una delibera prenota la somma di 2.843.095 assegnata dal Ministero della salute per l’implementazione del Piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo; l’altra destina 3.152.051 alle Aziende sanitarie per la realizzazione di attività di prevenzione, cura e riabilitazione.

La Toscana al 4°posto in Italia per dipendenza da GAP

La misura punta a contrastare questo tipo di dipendenza che continua crescere. Lo conferma il recente studio del Cnr basato sui dati di Monopoli di Stato. A livello nazionale, la “raccolta” (ovvero la somma delle puntate dei giocatori) è passata da 35 miliardi del 2006 a 107 miliardi del 2018. La classifica delle regioni vede la Toscana quarta a livello nazionale dopo Abruzzo, Lombardia ed Emilia Romagna. La media di raccolta toscana è di 1.327 euro l’anno per residente (il 7,02% del reddito disponibile).

Nel 2018 ha giocato d’azzardo il 37,1% dei ragazzi toscani fra i 15 e i 19 anni

La Toscana, spiega lo studio, supera la media nazionale quando si parla di sale slot e dei relativi apparecchi. Lotto, lotterie, ippica e bingo invece sono in linea o inferiori al resto d’Italia. E poi c’è l’allarmante quadro degli studenti: anche se siamo al di sotto del dato nazionale, che si attesta al 40%, nel 2018 ha giocato d’azzardo il 37,1% dei ragazzi toscani fra i 15 e i 19 anni. L’1,8% è considerato a rischio e il 6,1% ha già un problema di dipendenza dal gioco.

Saccardi:«contrastare in maniera sempre più decisa ed efficace il gioco d’azzardo patologico»

«In Toscana siamo da tempo impegnati in azioni di contrasto a tutti i tipi di dipendenza – dice l’assessore Stefania Saccardi -. Quella dal gioco d’azzardo sta diventando sempre più preoccupante, perché coinvolge un numero crescente di persone di tutte le età, che si lasciano tentare dal gioco, fino a far diventare questa passione una patologia. Noi abbiamo varato un Piano regionale di contrasto e una campagna di comunicazione, con un numero verde dedicato. Con queste due delibere destiniamo nuove risorse per contrastare in maniera sempre più decisa ed efficace il gioco d’azzardo patologico».

La prima delibera prenota la somma di 2.843.095 euro per il 2017.

La prima delibera, “Implementazione delle azioni del Piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo e prenotazione risorse erogate dal Ministero della salute”, fa riferimento al Piano regionale approvato nel 2018. Il Ministero della Salute ha istituito un Fondo per il contrasto al Gap (Gioco d’azzardo patologico), ripartito tra le Regioni. Per il 2016 alla Toscana sono stati assegnati 3.158.995 euro per l’annualità 2016; la recente delibera prenota invece la somma di 2.843.095 euro, per il 2017.

Rimuovere le cause sociali e culturali che possono favorire le forme di dipendenza da gioco

Tra gli obbiettivi del piano ci sono la rimozione delle cause sociali e culturali che possono favorire le forme di dipendenza da gioco e la promozione di una risposta coordinata, integrata e continuativa alle persone che manifestano un problema di gioco d’azzardo patologico. Il piano di contrasto punterà principalmente sulla prevenzione a livello provinciale e regionale anche attraverso la formazione degli operatori coinvolti sia dei servizi e degli Enti pubblici che delle associazioni di volontariato, del terzo settore e dei gruppi di mutuo-auto-aiuto.

La seconda delibera destina alle Asl toscane 3.152.051 euro

La seconda delibera, “Riparto alle Asl del Fondo indistinto dei Lea, quota finalizzata alla prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo, annualità 2019”, destina alle Aziende sanitarie toscane la somma complessiva di 3.152.051 euro (di cui 1.373.422 alla Toscana Centro, 1.076.459 alla Nord Ovest: 702.168 alla Sud Est). Le risorse serviranno a portare avanti gli obbiettivi del Piano sanitario e sociale integrato regionale 2018-2020 in tema di dipendenze, tra cui il consolidamento della rete di aiuto alle persone con problemi di Gap e alle loro famiglie (attraverso l’integrazione degli interventi tra servizio pubblico, privato sociale e territorio) e l’incentivazione di iniziative volte a potenziare i servizi sociosanitari di comunità rivolti al cittadino.

 

 

 

 

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