Comprendere le emozioni. Gli effetti della sofferenza sul benessere degli infermieri

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Introduzione

Questo lavoro di ricerca nasce da un concetto per me importante e forse trascurato riguardante la professione infermieristica. Durante il mio percorso universitario ho avuto il piacere di incontrare infermieri molto abili nell’esecuzione di tecniche ma “poveri” nel gestire le proprie emozioni di fronte alla sofferenza. L’infermiere, sin da sempre, è più preparato ad agire anziché riflettere e questo lo si evince anche dal suo percorso formativo. Molto volte, l’infermiere, fatica ad avere coscienza di sé come individuo capace di lasciarsi coinvolgere emotivamente. Siamo anche noi operatori, responsabili di questa mancanza perché spesso ostili verso situazioni che mettono in risalto le nostre fragilità, le nostre emozioni e le nostre mancanze. Le emozioni, come ben sappiamo,  non sono volontarie, per questo non possiamo né inventarle né nasconderle. Se l’emozione viene vissuta in maniera adeguata non si verificano conseguenze,  se invece si cerca di ignorarla o dimenticarla, rimane al nostro interno e si ripercuoterà, in futuro, sulla nostra salute fisica e psichica. Lo scopo di questa indagine è quello di capire quale e quanto sia il coinvolgimento emotivo dell’infermiere nella professione, evidenziare gli effetti della sofferenza sul suo benessere e individuare utili strategie di difesa.

Materiali e metodi

Inizialmente è stata fatta una ricerca nella letteratura per verificare se erano già presenti studi simili alla presente ricerca. Successivamente, si sono consultati libri di testo e la banca dati  di PubMed . Il quesito di ricerca che ha dato inizio alla nostra indagine è stato: “Gli infermieri sono capaci di gestire le proprie emozioni di fronte alla persona che soffre?”.

Per realizzare al meglio questo progetto è stato elaborato un questionario costituito da 14 domande, 12 domande a risposta multipla e 2 a risposta aperta, al fine di permettere la piena espressione e riflessione riguardo l’argomento. La somministrazione è avvenuta online, attraverso l’utilizzo dei social network e rivolta a tutti gli infermieri del territorio nazionale. Alla scadenza del termine da noi fornito abbiamo ottenuto 218 questionari compilati.

Analisi e discussione

Dalla nostra ricerca è emerso che il lavoro di cura espone continuamente a emozioni intense con un notevole impatto sul benessere degli infermieri. Oltre alla conseguenze sulla qualità di vita degli infermieri, sembra ripercuotersi anche sulla qualità dell’assistenza. Ciò che gli infermieri  provano riguardo la sofferenza, aumenta o diminuisce, in base all’ambito lavorativo e alla tipologia di paziente. Gli infermieri che hanno partecipato all’indagine conoscitiva sono prevalentemente di sesso femminile (81%), con età compresa tra 25 e 35 anni (69%), provenienti da molte regioni italiane, in particolare la Toscana (48%). Riguardo i titoli di studio, molti di loro sono in possesso della laurea in infermieristica, gli ambiti di lavoro sono vari e tra le motivazioni che li hanno spinti a intraprendere questa professione emerge la voglia di aiutare gli altri (47%).

Nell’analizzare le sensazioni che provano di fronte alla sofferenza emergono emozioni coerenti con la propria professione ma una scarsa gestione di queste e lo scarso utilizzo di strategie, che concorrono allo sviluppo di stress lavoro-correlato.

 

Il 77% degli infermieri afferma  di non aver mai frequentato corsi utili ad affrontare la sofferenza e a gestire le emozioni, il restante 23% dichiara di averlo fatto prevalentemente attraverso corsi di formazione post-laurea. Solo 126 infermieri su 218 partecipanti dichiara di ricorrere all’utilizzo di strategie di difesa, il 38% utilizza e trova utile la condivisione e il confronto ma c’è anche chi cita il distacco.

Nel chiedere di proporre ulteriori strategie, il 37% cita la figura dello psicologo, in realtà non emergono moltissime metodologie, una minima parte dichiara addirittura di non esserne a conoscenza. “Ogni volta che si verifica una situazione critica è necessario portare avanti un defusing ed un de briefing che aiutino noi professionisti ad elaborare il trauma subito durante la nostra assistenza” (risposta numero 28). “Io proporrei di inserire, già durante il corso di laurea triennale, un corso mirato di psicologia dove si da spazio anche ad infermieri lavoratori di raccontare le varie esperienze vissute” (risposta numero 59). “Credo sia giusto  lavorare su noi stessi ed acquisire consapevolezza inoltre, nei momenti di difficoltà, occorre confrontarsi con i colleghi perché spesso ci permette di analizzare al meglio la situazione ma anche porre l’attenzione su particolari non percepiti o ritenuti non rilevanti” (risposta numero 181). Il 60% ammette, però, che le difficoltà che nascono dal non sapere gestire queste emozioni si ripercuotono in maniera significativa sull’assistenza da loro erogata, viene infatti sottolineata più volte la voglia di saperne di più riguardo l’argomento.

Conclusioni

I nostri risultati mostrano una scarsa conoscenza dell’argomento con evidenti difficoltà riguardo la gestione delle emozioni. Nonostante questo, i partecipanti hanno mostrato interesse a riguardo. Al fine di garantire un’assistenza di qualità e benessere per gli infermieri, sarebbe opportuno iniziare dai percorsi formativi con l’introduzione di metodologie formative che aiutino gli operatori a conoscersi, ad acquisire consapevolezza e a saper gestire le emozioni di fronte alla sofferenza. I percorsi formativi dovrebbero, inoltre, offrire e insegnare ai partecipanti metodologie e strategie utili da adottare. Si propone di incrementare le indagini   riguardo le condizioni di lavoro di questi operatori, in maniera da individuare le reali difficoltà e offrire loro momenti di condivisione, confronto e aiuto. Tutto questo può comportare, inizialmente, un dispendio di risorse umane e finanziarie ma che con il tempo restituirà numerosi benefici. Occorre sempre tener presente che non si può svolgere un lavoro di cura se prima non ci siamo presi cura di noi stessi e che è solo aumentando il benessere degli infermieri che si dà valore all’assistenza infermieristica.

 

Bibliografia e Sitografia

  • Etica della cura, Sara Brotto, Orthotes editrice, 2013
  • Il lavoro di cura: come si impara, come si insegna, G. Colombo, E. Cocever, L.Bianchi – Carrocci Faber, 2004
  • Psicologia clinica per le professioni sanitarie, Nicolino Rossi, Il Mulino editore, 2004
  • Nursing Narrativo: un approccio innovativo per l’assistenza, S. Marcadelli e G. Artioli Maggioli editore, 2010
  • La responsabilità dell’infermiere e le sue competenze, Stefano Bugnoli, Mariangela Castagnoli, Mara Fadanelli, Marco Marseglia, Elena Nerozzi, Giovanni Senes, Maggioli editore, 2014
  • Sabo B. online journal of issues in nursing 2011 Jan 31;16(1):1. doi: 10.3912/OJIN.Vol16No01Man01
  • Berger J., Polivka B., Smoot EA., Owens H., Journal of pediatric  nursing 2015 Nov-Dec;30(6):e11-7. doi: 10.1016/j.pedn.2015.02.005. Epub 2015 Mar 21
  • Tremolada M., Schiavo S., Tison T., Sormano E., De Silvestro G., Marson P., Pierelli L., Journal of clinical  apheresis  2015 Oct;30(5):297-304. doi: 10.1002/jca.21379. Epub 2015 Jan 24
  • Zamperini A., Paoloni C., Testoni I., AIR (assistenza infermieristica e ricerca) 2015 Jul-Sep;34(3):142-8. doi: 10.1702/2038.22142
  • Lopez Perez B., Ambrona T., Hanoch Y., Nurse education in practice 2016 Jul;19:7-11. doi: 10.1016/j.nepr.2016.03.009. Epub 2016 Apr 4
  • Durvy V., Craigie M., Francis K., Aoun S., Hengey DG., journal of nursing management 2014 May;22(4):519-31.

 

 

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